la Possibilità

Sonno

«Sonno?», chiede al fratellino che sbatte un po' le palpebre.

Lui sorride, e si sforza di riaprire gli occhi. È dal primo mattino che tira la palla con i compagni di tenda.

«Vi faccio un tè», decide la sorella, e si affaccia fuori a chiamare a raccolta tutti gli altri, che si litigano l'ultimo pallone rimasto.

Anche oggi c'è un gran sole. La sua vista può spaziare lontano: non ci sono più tutti quei palazzi a bloccare la visuale.

Lei mette l'acqua a bollire, e fruga tra le bustine di foglie che ha messo da parte. Ecco la menta, il suo tè preferito, e le bacche raccolte durante la sua passeggiata notturna.

I ragazzi rientrano, chiassosi. Il più piccolo va dritto verso la gonna della sorella maggiore, ci si tuffa, solleva la testa, e le chiede: «Dove sono finiti i nostri vicini di tenda? Sono tornati a casa?»

«Sì, ora sono a casa!», risponde con un sorriso, e gli occhi pieni di rughe.

Il tè è pronto, lo porta a tavola su un vassoio di legno bruciacchiato.

Mentre l'acqua, scrosciando, riempie i bicchierini, lei annuncia: «Dobbiamo andarcene, qua non è più sicuro.»

«E dove andiamo?», «Torniamo a casa?», chiedono i fratellini in un coro confuso.

«Sì. A casa.»

Lei risponde con voce neutra, mentre si assicura che tutti abbiano il loro bicchiere. Inizia a sorseggiare quel tè amarognolo e aspetta di trovare pace, con fiducia, nel lungo sonno.

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