La forma del sonno
Mia cara ...........
Spero troverai questa lettera al tuo risveglio.
Mi piace guardarti dormire, perché mi restituisci l’esatta forma del sonno.
Il mio sonno non lo posso vedere, quello degli altri non lo riesco a capire. Il tuo l’ho appreso pezzo per pezzo, tutte le volte che ti ci ho vista scivolare, con precisione e naturalezza.
Ogni parte del tuo corpo prende l’inclinazione più adatta alla situazione, come spiga di grano che nella sua curva si culla, qualunque sia la forza del vento.
Il tuo sonno è vegetale: un dischiudersi e serrarsi, e infine sbocciare.
Il tuo corpo addormentato è spirale: una galassia in moto attorno al tuo ventre.
Il tuo sonno è liquido: tutto ciò di cui sei fatta – carne e giunture, canzoni fredde e tinte calde, sorsi di vino e sguardi bassi – nel sonno trova il solvente che mescola ogni cosa, e se anche non ci riesce, rimane soluzione.
Tuo,
.........